Seleziona la tua lingua

I dati di export confermano il ruolo dell'Italia tra i principali player mondiali del settore. L'analisi presentata al Forum Agrifood Monitor, evento organizzato da Nomisma in collaborazione con CRIF, evidenziano un comparto solido che negli ultimi anni ha registrato una delle crescite più dinamiche a livello globale, guardando anche a nuovi mercati.

L'export italiano tra mercati consolidati e nuove prospettive di crescita internazionale

L'export italiano continua a registrare performance solide nei suoi sbocchi principali. Gli ultimi dati mostrano che Germania, Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Spagna generano da soli il 50% delle vendite estere. Si tratta di mercati consolidate, dove il Made in Italy gode di un riconoscimento stabile e di una domanda costante. 

Allo stesso tempo, le analisi mostrano come l'evoluzione dei flussi commerciali, le dinamiche valutarie e il contesto geopolitico stiano aprendo nuove occasioni per ampliare la presenza delle imprese italiane oltre i mercati tradizionali. Un raggio geografico più ampio permetterebbe infatti di intercettare bacini di consumo in crescita e di rafforzare il posizionamento del Made in Italy in aree ancora poco presidiate, valorizzando l'interesse internazionale per prodotti di alta qualità.

Andamento e prospettive dei mercati consolidati

Le previsioni di Nomisma indicano che nel 2025 l'export del food & beverage italiano potrebbe superare la soglia dei 70 miliardi di euro (in aumento rispetto ai 67,2 miliardi di euro del 2024). Il traino principale arriverà dai Paesi europei, dove è attesa una crescita complessiva del 9%, con performance particolarmente favorevoli in Polonia, Romania, Repubblica Ceca e Spagna.

Per quanto riguarda l'area extra UE, le analisi indicano un'evoluzione più graduale dei flussi, con una crescita prevista intorno al 4%. All'interno di questo scenario, gli Stati Uniti continuano a rivestire un ruolo centrale per molte specialità italiane (nonostante la svalutazione del dollaro e l'introduzione dei dazi), confermandosi un mercato ancora solido e in espansione.

In particolare, categorie come olio extravergine di oliva, vini e spumanti, liquori e aceti mantengono una posizione di rilievo. Questo prodotti rappresentano oltre un quarto del valore esportato verso gli USA. Si tratta di segmenti nei quali il Made in Italy gode di un apprezzamento costante, rendendo il mercato statunitense uno dei punti di riferimento più importanti per le imprese orientate alla qualità.

La spinta verso nuovi mercati ad alto potenziale

Per garantire una crescita più equilibrata, Nomisma evidenzia la necessità di investire maggiormente in mercati emergenti, come Messico, Corea del Sud, Australia e Brasile. Secondo le analisi, si tratta di aree che mostrano un interesse crescente per il Made in Italy e che offrono prospettive interessanti per le imprese esportatrici.

Inoltre, un ampliamento degli sbocchi internazionali consentirebbe di affiancare ai partner storici nuove destinazioni, riducendo i rischi legati alla concentrazione geografica e intercettando bacini di consumo in evoluzione.