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Dopo l'esaurimento dei fondi destinati alla Transizione 5.0 per il 2025, la Legge di Bilancio 2026, attualmente in fase di approvazione e definizione delle misure, introduce un nuovo pacchetto di interventi a sostegno degli investimenti in digitalizzazione, innovazione tecnologica e risparmio energetico. Il nuovo piano, denominato "Nuova Transizione 5.0", punta a rendere il credito d'imposta più mirato e semplice da applicare, con criteri di accesso rivisti, una platea di beneficiari selezionata e un ampliamento dei beni agevolabili, tra cui intelligenza artificiale, cybersecurity e software gestionali.

Risorse esaurite per il 2025, in attesa della riapertura per il prossimo anno

Le risorse destinate al credito d'imposta Transizione 5.0 sono ufficialmente terminate. Con un decreto direttoriale, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha confermato che l'intera dotazione - pari a 2,5 miliardi di euro provenienti dal programma REPowerEU - è stata interamente assorbita dalle domande già presentate dalle imprese.

Nonostante l'esaurimento dei fondi, il Governo ha deciso di prendere in considerazione tutte le domande già caricate e quelle che saranno trasmesse entro il 27 novembre 2025, fissando questa data come chiusura definitiva della piattaforma. Una soluzione pensata sia per sanare i disguidi tecnici e normativi che avrebbero escluso molte imprese, sia per consentire agli imprenditori di completare correttamente le domande già avviate.

Intanto il Governo sta valutando una nuova versione della misura, con l'obiettivo di renderla più accessibile semplificando i criteri di accesso. Tra le ipotesi attualmente in esami figurano l'aggiornamento dei requisiti di ammissibilità, una revisione della platea dei beneficiari e un possibile prolungamento degli investimenti agevolabili fino al 2027.

Nuova Transizione 5.0: le modifiche al vaglio e le novità per le imprese

La Legge di Bilancio 2026 introduce un nuovo piano di incentivi fiscali destinato alle imprese che investono in innovazione tecnologica, digitalizzazione e risparmio energetico. Secondo le stime del Governo, le misure in programma dovrebbero generare investimenti per circa 16 miliardi di euro nel sistema produttivo nazionale.

L'incentivo "Nuova Transizione 5.0", finanziato con 4 miliardi di euro, presenta alcune modifiche rispetto al precedente credito d'imposta. La novità principale riguarda la platea di imprese beneficiarie più ristretta - circa il 40% in meno rispetto alla versione precedente - poiché il beneficio fiscale sarà riservato alle aziende in utile, in grado di ridurre l'imponibile attraverso nuovi investimenti. Restano escluse le aziende agricole, per le quali è previsto un credito d'imposta dedicato.

Dal punto di vista operativo, il MIMIT punta ad accelerare l'attuazione del piano, inserendo direttamente le disposizioni tecniche nella Legge di Bilancio tramite emendamenti parlamentari. La misura, infatti, potrebbe entrare in vigore già da gennaio 2026, con tempistiche che prevedono investimenti agevolabili fino al 31 dicembre 2026, o fino al 30 giugno 2027 per gli ordini accettati entro la fine del 2026 e accompagnati da un acconto minimo del 20%.

Inoltre, il Governo sta valutando una possibile estensione del programma. L'ipotesi più prudente prevede un prolungamento di tre mesi, fino al 30 settembre 2027, mentre l'opzione più ampia - qualora vengano reperite le risorse necessarie - ipotizza un'estensione triennale fino al 2028.

Tra le modifiche al vaglio figura anche un aggiornamento della lista dei beni agevolabili, che includerà nuove tecnologie come intelligenza artificiale, cybersecurity e software gestionali. Tra le proposte in discussione c'è anche una clausola "Made in EU", che prevederebbe di limitare gli incentivi ai beni prodotti all'interno dell'Unione Europea, applicabile inizialmente ai beni materiali e, successivamente, anche a quelli immateriali.