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L'Italia è famosa in tutto il mondo per la sua tradizione culinaria radicata nella qualità e nell'autenticità dei prodotti. Tuttavia, l'esportazione di prodotti agroalimentari Made in Italy potrebbe subire gli effetti negativi del fenomeno chiamato "Italian Sounding". Questo termine fa riferimento alla pratica di commercializzazione di prodotti alimentari che richiamano l'Italia, ma che in realtà non sono autentici.

Nei paragrafi successivi, vedremo più da vicino l'impatto dell'Italian Sounding sul mercato, evidenziando alcuni esempi significativi e le sue implicazioni per l'industria alimentare. Inoltre, illustreremo quali sono le possibili misure da adottare per proteggere efficacemente l'autenticità e il valore dei prodotti italiani nel mercato globale.

I formaggi italiani tra i prodotti più imitati

La diffusione del falso Made in Italy nel settore agroalimentare può rappresentare un problema di notevoli dimensioni. Da un'analisi condotta da Coldiretti e Filiera Italia, e illustrata in occasione del Summer Fancy Food 2023 di New York, il valore della produzione di prodotti italiani contraffatti nel mondo si aggira attorno a 120 miliardi di euro. In questo contesto, tra i Paesi coinvolti, gli Stati Uniti sono in cima alla lista dei mercati in cui queste produzioni agroalimentari "fake" generano i maggiori profitti.

Questo fenomeno ha un forte impatto sull'economia italiana, compromettendo anche (e soprattutto) la reputazione e l'autenticità dei prodotti italiani all'estero. L'Italian Sounding, infatti, viene praticato soprattutto nella commercializzazione dei formaggi, ma coinvolge anche altri prodotti alimentari di prestigio, come l'olio d'oliva, i salumi e le conserve. L'assenza di informazioni chiare sulle etichette e l'uso improprio di ingredienti tipici della tradizione italiana contribuiscono a creare un'illusione di autenticità che, purtroppo, non rispecchia la realtà.

Falso Made in Italy negli USA: una perdita di oltre 40 miliardi di euro

In particolare, negli USA l'imitazione del Made in Italy rappresenta una perdita economica considerevole, superando la cifra di 40 miliardi di euro. Questo significa che solo uno su sette dei prodotti agroalimentari venduti negli States che richiamano l'Italia proviene effettivamente dal nostro Paese.

Come anticipato, un esempio significativo di questa situazione si riscontra nel settore dei formaggi. Secondo le rilevazioni di Coldiretti e Filiera Italia, il 90% dei formaggi di tipo italiano venduti negli Stati Uniti sono, in realtà, prodotti in luoghi come il Wisconsin, la California e New York. I formaggi italiani falsi includono il Parmesan, il Romano senza latte di pecora, l'Asiago, il Gorgonzola, la Mozzarella e il Provolone.

Questa tendenza riguarda però anche altre categorie alimentari, come l'olio Pompeian prodotto in Usa e i salumi più prestigiosi (dalle imitazioni del Parma e del San Daniele alla mortadella Bologna o al salame Milano), ma anche le conserve come il pomodoro San Marzano.

Ricette italiane taroccate: un "mix" di tradizione e influenze locali

Sempre nel corso dell'evento fieristico newyorkese, grazie all'analisi di Coldiretti e Notosondaggi, è emerso che sei italiani su dieci all'estero si sono imbattuti in piatti di imitazione della tradizione italiana, dove viene fatto intendere che per la preparazione sono stati impiegati ingredienti e metodi tipici della tradizione italiana. 

La pasta e la pizza sono solo due esempi delle variazioni culinarie che si riscontrano, soprattutto per quanto riguarda la tipologia di condimenti utilizzati in fase di preparazione. Ad esempio, la pizza è stata oggetto di reinterpretazioni che includono l'accostamento di ingredienti come l'ananas e il prosciutto cotto.

La cucina italiana in corsa per l'Unesco: un riconoscimento per proteggere l'autenticità del Made in Italy

L'Italia sta combattendo il fenomeno dell'Italian Sounding, cercando di tutelare il proprio patrimonio culinario e promuovendo il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio Unesco. Questo obiettivo è stato confermato anche dal Presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, che durante il Summer Fancy Food 2023 ha voluto sottolineare l'importanza di adottare misure efficaci per tutelare non solo il valore culturale ma anche quello economico ed occupazionale per il Paese: 

La mancanza di chiarezza sulle ricette Made in Italy offre terreno fertile alla proliferazione di falsi prodotti alimentari italiani, per questo è importante fare chiarezza sulla cucina italiana nel mondo con il riconoscimento come patrimonio Unesco. 

Oltre agli sforzi delle autorità, è importante che i consumatori siano informati e consapevoli della tendenza all'imitazione nel settore agroalimentare. Scegliere prodotti con certificazioni di origine e denominazioni di protezione, informarsi sulle caratteristiche e le qualità dei prodotti italiani sono solo alcune pratiche fondamentali per contribuire a combattere l'Italian Sounding e preservare l'autenticità della cucina italiana nel mondo.